Dalla gestione del sovraccarico cognitivo al decluttering consapevole, qui raccogliamo alcune riflessioni emerse durante il Business Talk con Sara Lui.
Il tempo sembra non bastare mai, le scrivanie (reali e virtuali) si affollano e la gestione dei flussi di lavoro rischia di trasformarsi in una fonte costante di stress.
Esiste però una figura professionale strategica capace di invertire questa rotta: il Professional Organizer.
In questo Business Talk ne abbiamo esplorato ruolo, etica e prospettive insieme a Sara Lui, analizzando le competenze necessarie, i percorsi di qualificazione e il valore che porta sia alle persone sia alle organizzazioni.
Sara Lui
Laurea in Filosofia e oltre trent’anni di esperienza in ruoli amministrativi e commerciali tra Italia e Austria.
Si è specializzata nell’ottimizzazione dei flussi di lavoro, nella gestione del tempo e nella riorganizzazione degli spazi fisici e digitali, la sua missione è eliminare lo stress quotidiano per liberare il reale potenziale produttivo.
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Questa registrazione è priva degli interventi del pubblico per garantirne la riservatezza.
Nel riordino non c’è solo Marie Kondo
Nell’immaginario collettivo quando si parla di ordine o riordino si fa subito l’associazione mentale con il metodo di Marie Kondo. Tuttavia, è solo uno dei metodi possibili.
Più precisamente, è preferibile parlare più che di ordine di organizzazione, intendendo la progettazione di un sistema su misura: un metodo che asseconda le abitudini quotidiane e permette di trovare subito ciò che serve, senza perdite di tempo, ma soprattutto perfettamente integrato nelle abitudini di chi vive lo spazio.
Come diventare Professional Organizer?
Nata negli Stati Uniti a metà degli anni’80, la figura del Professional Organizer ha iniziato a consolidarsi nel contesto italiano intorno al 2013. Trattandosi di una professione non regolamentata da un albo formale, chiunque potrebbe definirsi tale, tuttavia, per svolgerlo al meglio sono richieste solide competenze tecniche, etiche e relazionali, che si possono affinare attraverso percorsi formativi specialistici.
In Italia, un punto di riferimento è Organizzare Italia.
Le specializzazioni del Professional Organizer
I campi di applicazione del Professional Organizer si distribuiscono su più livelli:
- Ambito aziendale
Riorganizzazione dei flussi di backoffice, standardizzazione dei protocolli di comunicazione e sistematizzazione degli archivi cartacei e digitali. - Spazi abitativi
Bonifica e riprogettazione di ambienti complessi, garage e cantine soggetti a stratificazioni pluriennali. - Supporto all’apprendimento
Metodologie di organizzazione dello studio, rivolte solitamente a bambini e ragazzi. - Transizioni di vita complesse
Interventi mirati in fasi delicate quali lutti o separazioni, fino al lavoro congiunto con psicoterapeuti nella gestione dei disturbi da accumulo.
Un libro che Sara consiglia è L’arte svedese di mettere in ordine di Margareta Magnusson.
Innamorarsi del problema, non della soluzione.
Se stiamo pensando che fare il Professional Organizer significhi imporre la nostra personale visione di ordine, stiamo commettendo un grave errore.
Come ci ha spiegato Sara, presentarsi dal committente con un modello preconfezionato crea solo soluzioni effimere: se il sistema non è radicato nei bisogni reali della persona, è destinato a fallire nel giro di poche settimane.
La pratica dunque poggia su due pilastri metodologici insostituibili:
- Ascolto attivo
Prima di qualsiasi intervento tangibile, il professionista conduce un’indagine approfondita sul contesto, sulle criticità percepite e sul livello di consapevolezza dell’interlocutore. Entrare negli spazi fisici e nelle abitudini lavorative di una persona richiede tatto e rispetto dei ritmi psicologici, in particolare quando l’accumulo è sintomo di vulnerabilità emotiva. - Il vincolo etico della non-discrezionalità
Il Professional Organizer non elimina né distrugge alcun oggetto o documento in autonomia. Ogni decisione di dismissione o conservazione deve essere vagliata e formalmente autorizzata dal cliente. Il professionista funge da facilitatore del processo decisionale, categorizzando e predisponendo il materiale, senza mai sostituirsi alla responsabilità della scelta.
Grazie mille Sara!
Ti ringraziamo sinceramente per averci illustrato con chiarezza, profondità e passione l’identità del Professional Organizer, dimostrando come l’organizzazione sia una competenza che possiamo allenare per alleggerirci dal sovraccarico cognitivo e far fiorire il nostro potenziale personale e professionale.
Continuiamo a seguirti sempre con grande piacere sul tuo profilo LinkedIn!

